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Gringo è il nomignolo affibbiato al turista in visita ad Olinda. Si usa solo nel gergo popolare: non vi sentirete mai chiamare gringos, appellativo peraltro comunissimo in tutto il nordeste brasileiro e vagamente spregiativo. Perché gringos è appellativo che più che al turista (spesso danaroso rispetto alla media degli indigeni) si riferisce allo straniero ovvero all’estraneo alle tradizioni e alla sapienza popolare. Solo dopo anni di frequentazioni ci si rende conto cosa ci sia dietro quell’appellativo.

 

Sincerità, senso pratico e una spiccata ironia sono le caratteristiche dell’olindense tipico anche se in genere il pernambucano si distacca, per certi versi, dalla bonaria spensieratezza del bahiano. Le persone assumono in queste terre un atteggiamento improntato ad una certa serietà e compostezza, ma senza essere freddo o distaccato. La naturale predisposizione all’ospitalità e il rispettoso contegno degli abitanti di un luogo che vive principalmente di turismo, assai raramente si apre a manifestazioni ostili nei confronti dello stranieri. E’ molto più comune lasciarsi sorprendere delle mille attenzioni, dall’ospitalità affettuosa, dall’orgoglioso animo istrionico dei molti che aprono il loro cuore al visitatore.

 

Olinda in particolare è nota infatti in tutto il paese per la sua contagiosa energia positiva e gli olindensi sono conosciuti per il loro modo spontaneo e festaiolo di levar a vida. Tuttavia è opportuno considerare che ad Olinda, come in tutto il nordeste, la maggioranza della popolazione vive in condizione di povertà. Se la prefeitura d’Olinda conta oltre 300 mila abitanti contando i barrios di Peixinhos, Bairro Novo e Casa Caiada, gli abitanti dell’Olinda storica e turistica sono poche decine di migliaia e abitano nei quartieri poveri, lavorando perlopiù di turismo ed artigianato.

 

I fortunati che soggiorneranno ad Olinda un tempo sufficientemente lungo avranno senz’altro modo di visitare alcune delle antiche case da sogno, spesso allestite come eleganti ateliers. Arrancando per le ladeiras, il sole a picco impietoso, si cercano invano le palme secolari che accolgono il forestiero all’arrivo in Olinda nella piana Praça do Carmo, dominata dalla maestà dell’ononima igreja. Entrando invece nelle antiche dimore coloniali, spesso sviluppate su due piani collegati dalla caratteristica scala a chiocciola in ferro battuto, si notano i lunghi e freschi corridoi, illuminati solo dal fondo. La luce entra da un patio che, dal lato posteriore, si affaccia su un vasto giardino di mata atlantica, la lussureggiante vegetazione sì presente per tutta Olinda, ma che è visibile solo dalle splendide vedute che si godono stando sulla parte alta, sull’Alto da Sè.

 

 

Solo pochi visitatori invece si spingeranno sulle quebradas del lato povero del morro. Le povere case di mattoni sono tutte molto piccole e quasi mai rivestite d’intonaco e hanno come finestre solo grossi fogli di cellophane. La parte più ripida, gli alberi malamente rimossi nell’affannosa ricerca di nuovi spazi per costruire, è ricoperta di un enorme sacco nero, estremo tentativo di limitare gli effetti, a volte disastrosi, dei generosi e frequenti piovaschi invernali, mentre le abitazioni soffrono tutto l’anno di una cronica mancanza d’acqua corrente. Questa pesante dicotomia è drammaticamente presente in tutto il nordeste e la nobile Olinda non costituisce certo un’eccezione. La maggior parte vive di pochi reais al giorno mentre una minoranza vive con un tenore di vita invidiabili anche per l’europeo o per il nordamericano medi. Nella fascia costiera e nelle zone immediatamente interne le molte industrie, i fiorenti servizi (soprattutto il comparto medico-ospedaliero), l’artigianato di pregio e naturalmente il turismo, fanno sì che il tasso di disoccupazione, sebbene elevato, sia in costante diminuzione.

 

Ciononostante la forbice fra poveri e facoltosi fa di quella nordestina una società ancora fortemente classista. L’appellativo gringo, nel senso comune rappresenta perciò la distanza quasi sempre incolmabile fra chi può permettersi tremila reais per un viaggio di piacere e chi abita in Olinda, vivendo spesso di espedienti. Ciò che invece caratterizza l’antica cittadina coloniale è la presenza costante di visitatori da tutto il mondo, i gringos appunto, che sono pure motivo di orgoglio per l’olindense tipico, generalmente consapevole di vivere in un posto speciale. Olinda, oltre ad essere un luogo pieno di storia, possiede uno stile proprio, molto marcato. Le prestigiose pousadas che ospitano i turisti o i ricercati ristoranti si distinguono per il gusto molto raffinato. Si tratta ovviamente di luoghi piuttosto cari ma, grazie al cambio ancora estremamente favorevole, largamente accessibili tutto l’anno al turista europeo o nordamericano, un po’ meno al turismo autoctono, proveniente perlopiù dai ricchi stati del sud del Brasile o dalle grandi città di Rio o São Paulo.

 

Se può essere consigliabile prenotare per una sistemazione prolungata è sempre possibile arrivare ad Olinda e scegliere in tutta tranquillità. I responsabili delle pousadas vi mostreranno i quartos migliori e vi consiglieranno sui vari passeios per le migliori spiagge. Tipicamente i turisti d’oltreoceano arrivano a spendere molto più del necessario per il semplice gusto di godersi una vacanza di sogno in sistemazioni che assai raramente potrebbero permettersi nei paesi d’origine, ma esistono pur sempre opzioni per tutte le tasche. Ci si può affidare agli innumerevoli links (i brasiliani sono internet-maniaci e i siti sono solitamente ben organizzati) ma è possibile, lontano dal periodo carnevalesco, arrivare direttamente nella Praça do Carmo, in autobus o in taxi e chiedere alle guide che vi consiglieranno in base alle vostre esigenze. Il periodo del prestigioso Carnevale rappresenta un’eccezione, poiché Olinda diventa una meta così ambita che i prezzi possono addirittura decuplicare, perciò scordatevi di trovare posto all’ultimo minuto. Al flusso del turismo internazionale si aggiunge in massa quello del turismo brasiliano che ambisce vivere un Carnevale pieno di tradizioni in una cornice splendida e in tutta spensieratezza, lontano dagli eccessi di Rio o Salvador.

 

 

Non esistono periodi migliori o peggiori. Il mese più particolare è senza dubbio Giugno. In questo periodo piove spessissimo ed è perciò il meno indicato per una vacanza al sole delle oceaniche praias del Litoral dos Corais. Il cielo è spesso coperto e non è sempre possibile godersi i colori del mare e delle famose piscinas naturais. Tuttavia, nel periodo invernale che va da Giugno ad Agosto, la temperatura è ottima ed è soprattutto in inverno che la natura tropicale si manifesta nel suo pieno stato di grazia. In giugno poi ci sono le festas juninas, caratteristiche soprattutto in Pernambuco e nel sertão, in cui il ricco panorama musicale fa da padrone ed è particolarmente gradevole nelle ballare fino a tardi nelle fresche notti invernali alla luci delle fogueiras de São João, i fuochi che anche qui (come del resto in molte parti del mondo) si accendono nel solstizio d’estate/d’inverno a celebrare il Battista.

 

Altra caratteristica di Olinda e Recife è la loro posizione strategica nel panorama nordestino. Distando poche ore di pullman dalle capitali Natal, João Pessoa, Maceiò, Aracajù, Salvador e dalla varietà delle loro spiagge, il Pernambuco offre la possibilità di entrare in pieno a contatto con un Brasile profondo, moderno e vivo, ma allo stesso tempo ancorato alle sue antiche e prestigiose tradizioni.

 

 

Un caloroso consiglio se si vuole investire in una vacanza brasiliana di un certo spessore. Soprattutto nel nordeste si parla solo portoghese. Anche se intendersi non rappresenta mai un problema insormontabile, se si vuole entrare nello spirito e capire più a fondo la cultura, è bene avere un’infarinatura delle basi linguistiche. I nordestini tipicamente parlano adagio e non è difficile districarsi se si conoscono i verbi base (esitono in commercio numerosi libricini che possono essere d’aiuto efficace) per intavolare anche delle conversazioni interessanti. Se lo sforzo di imparare un minimo di portoghese vi pare eccessivo, s’invita a riflettere sul fatto che raramente una persona che visita il nordeste brasileiro non ci torna poi una seconda volta.

 

 

Links:

http://www.olinda.pe.gov.br/portal/index.php

http://portalolinda.interjornal.com.br/

http://www.recifeguide.com/brasil/olinda/

http://whc.unesco.org/

http://www.portalbrasil.eti.br/estados_pe.htm